ENERGIE RINNOVABILI - BIOMASSA
 

Caldaie a Biomassa per la casa

Cambiare caldaia e lasciare il gas naturale per l'energia rinnovabile del legno al giorno d'oggi non significa affatto un ritorno al passato. Basta dare un occhio a quello che offre il mercato, infatti, per capire che le caldaie a biomassa in vendita hanno poco o niente da invidiare, in quanto a efficienza e praticità d'uso, rispetto ai modelli a gas.

Anzi, le caldaie a legna e a derivati hanno sicuramente due punti di vantaggio: il primo è che bruciare biomassa fa meno male al clima rispetto a bruciare metano o gpl, dato che la CO2 emessa è la stessa che la pianta ha assorbito crescendo. Il secondo è che, una volta recuperato l'investimento - notevolmente più alto rispetto ad una caldaia a gas - un impianto a biomassa consente un risparmio che continua nel tempo slegato dall'andamento del prezzo di combustibili fossili, il cui prezzo sappiamo che è destinato ad aumentare.

Ma quando vale la pena pensare ad un impianto biomassa e quali sono le tecnologie migliori? Innanzitutto bisogna distinguere le caldaie in base ai tre tipi di combustibile disponibili: legna, cippato (cioè pezzettini di legno ricavati da scarti di segherie o da potature) e pellet. Se state cercando una caldaia per un abitazione singola, a meno che non sia molto grande, escludete già in partenza un impianto a cippato: richiede un grosso silos e un estrattore e conviene solo per impianti da 50 kW in su: è l'ideale per grandi sistemi centralizzati, come quelli per un condominio, o per reti di teleriscaldamento che collegano più edifici.

Per impianti unifamiliari, specie se si ha accesso gratis o a poco prezzo al combustibile, una soluzione ottima sono invece le caldaie a legna: le più moderne, quelle a gassificazione e a fiamma inversa arrivano a rendimenti anche sopra al 90%, hanno l'accensione automatica, sono modulabili e si interfacciano perfettamente con un termostato. Il limite più grande è che richiedono un minimo di lavoro: le cariche di legna, una o due al giorno, vanno effettuate a mano, la cenere va svuotata ogni 2- 3 giorni e - mentre alcune hanno un automatismo che lo fa al posto vostro - altre necessitano di una pulizia settimanale degli scambiatori. Per avere una caldaia a biomassa, dimenticandovi di averla, la soluzione migliore è quella a pellet: le più moderne sono completamente automatizzate, basta svuotare la cenere una volta all'anno e per il resto si gestiscono come una caldaia a gas.

Ma in tutte le case si può montare una caldaia a biomassa? Una cosa da considerare è lo spazio non indifferente necessario a stoccare il combustibile. Potrebbero poi essere necessari lavori alle canne fumarie, anche se le caldaie a biomassa più moderne non richiedono diametri della canna superiori rispetto a quelle a gas. Una spesa aggiuntiva da considerare invece è il buffer: un serbatoio d'acqua che accumula il calore, indispensabile per le caldaie a legna e consigliato anche per quelle a pellet. Altro acquisto consigliato: un sistema di regolazione, in grado di coordinare al meglio la caldaia con altre fonti, come i pannelli solari.


Ma quanto convengono pellet e legna? Gli impianti costano indicativamente da 1,5 a 3 volte più dei loro concorrenti a gas. A patto che rispettino certi requisiti (devono avere la classe 3 della certificazione EN 303/5, vedi il vademecum dell'ENEA in allegato) - le caldaie a biomasse danno diritto al bonus statale del 55% sulla macchina e sui lavori collegati e, in molte regioni, godono di altri incentivi particolari. L'investimento per un'abitazione - che è quasi sempre superiore ai 2-3mila euro - viene recuperato, grazie al risparmio garantito, in 3-6 anni.


 
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